Come trasformare lo stress in produttività

di 

Emma

, 02-11-2016

Come trasformare lo stress in produttività


Scrivo questo post prima di tutto per me stessa.
Sì, sai quel sano egoismo che ti aiuta a cambiare, a crescere e a darti il rispetto che meriti?
Eccolo lì, sulla punta delle dita a picchiare gentilmente sulla tastiera.

Un mostro chiamato Stress

Spesso, troppo spesso, avverto lo stress come una potenza palpabile, un mostro invisibile ma tenace ed estremamente forte. Si acquatta negli angoli dello studio e aspetta. La sua preda.

Lo senti arrivare, il battito cardiaco si fa veloce, il respiro sembra mancare e tu perdi il focus per rincorrere una calma sfuggente come i sogni appena prima del risveglio. Niente da fare, nonostante i tuoi goffi tentativi di zittire le tue paure e i tuoi dubbi, l’ansia è arrivata e pretende la tua attenzione.

E adesso, con tutte le connessioni impegnate a contrastare il nemico, come si fa a combinare qualcosa? Perché ti sarai accorto che quando lo stress supera certi livelli e invade la tua coscienza, svolgere una qualsiasi attività – lavorativa, sportiva, hobbistica, *inserisci quella che vuoi tu*– diventa una tortura e, soprattutto, si rivela per lo più un fallimento. E, come giustamente sostiene Jory Mackay nel suo post a riguardo,


“Keep Calm and Carry On” può funzionare per le magliette e le sporte della spesa, ma come consiglio per la vita reale? È utile quasi come ficcare la testa nella sabbia.*


Perché?

Perché ogni volta che ci troviamo ad affrontare una prova, che sia lavorativa, sportiva o ludica, ci stressiamo.

È una cosa reale e inevitabile.

Ed è inutile cercare di nascondere l’ansia da prestazione sotto il tappeto o fare finta di essere calmi; anzi, non solo è inutile, ma contribuisce ad aumentare il livello di stress, che può arrivare addirittura a bloccarci e a impedirci di portare a termine la nostra prova.

La buona notizia è che possiamo volgere questa ansia a nostro favore.

Come? Lo stress, quella sensazione molto simile all’eccitazione, è una forma di energia.

E, come ogni forma di energia, può essere sfruttata a nostro favore o, in caso non ci riusciamo, può danneggiarci. Come sempre, tutto sta nel trovare la chiave, il giusto mezzo, il livello di stress adatto a noi.

Sembra un paradosso, ma è proprio così: ad un determinato livello, lo stress può migliorare anche di molto le nostre prestazioni. Acuendo i nostri sensi e aumentando le connessioni neurali. Non è che lo stress sia cattivo, è il nostro modo di affrontarlo che può annientarci o, al contrario, darci la giusta spinta per ottenere il massimo da noi stessi e dalla nostra performance.

È tutta una questione di prospettiva

Cambiando la prospettiva, cambia anche il nostro modo di affrontare le situazioni.

Come ho già detto in precedenza, cercare di eliminare i cattivi pensieri, nascondere la paura e imporsi la calma sono espedienti disfunzionali, che non solo non ti aiutano a riprendere in mano la situazione – maledetta mania di controllo! –, ma rischiano di farti scivolare ancora più lontano dalla meta.

Se riesci a guardare la situazione stressante come una cosa eccitante, di quelle che ti danno i brividi e ti fanno venire le “farfalle nella pancia”, allora anche il tuo cervello reagirà diversamente e metterà in atto strategie funzionali al raggiungimento dello scopo.

Riprenditi il gusto della sfida

A tutti piacciono le sfide. La competizione è nella nostra natura.

Ma, se le persone che hanno una mentalità rigida vedono lo stress come un pesante fardello da portare perché vittime di un fatalismo che li immobilizza e impedisce loro di cambiare, le persone dotate di una forma mentale evolutiva, volta alla crescita, vedranno lo stress come occasione per imparare, anche dai possibili errori.

Nel primo caso, lo stress è dovuto alla paura di sbagliare e bloccherà l’individuo ancor prima che parta; nel secondo, al contrario, sarà comunque un successo, sia che la persona fallisca, sia che riesca nella sua impresa.

È un modo diverso di vedere l’errore: senza giudizio.

Esplora nuove strade

Così come è inutile cercare di cancellare i brutti pensieri e le paure, è altrettanto inutile tentare di tramutarli in pensieri positivi.Occorre invece farsi coraggio e affrontare le proprie paure, valutarle per quello che sono (spesso, sono più piccole di quanto appaiono), imparare a riconoscerle per fermarle prima che varchino la soglia.

Per fare questo, può rivelarsi estremamente utile scrivere.

Per riconoscere i tuoi recenti successi, i tuoi risultati positivi e anche, perché no, per portare al parossismo i tuoi pensieri negativi, rendendoli ridicoli. Un po’ come l’incantesimo “Riddikulus” di Harry Potter, che permette di esorcizzare le proprie paure rendendole in tal modo innocue.

Non lasciarti sedurre dalla citazione che ho fatto di Harry Potter: non pensare che queste siano formule magiche pronto uso. Come il corpo, così anche la mente ha bisogno di allenamento, costanza e tanta pazienza per rimettersi in forma e, cosa ancor più importante, per stabilizzare i risultati degli esercizi.
Ma, come diceva il buon dottor Frankenstein:


Si può fare!



*traduzione dall'inglese dell'autrice.

[Immagine: Freepik]