Se scrivi come parli, il lettore ti amerà

di 

Emma

, 04-02-2016

scrittura_discorsiva


Il problema di molti messaggi promozionali risiede nel fatto che non creano coinvolgimento e mancano di personalità, con l’effetto di farci abbandonare la pagina prima del tempo. 
A scuola, ci hanno insegnato un linguaggio che non è persuasivo né motivante e, anzi, tende ad allontanare. Ma i nostri lettori hanno bisogno di un contatto che sia umano, che li emozioni e in cui possano immedesimarsi. Solo così, potremo sperare di avvicinarli a noi, creando, tramite le parole, un interesse, un rapporto di fiducia.


Come professionisti di scrittura pubblicitaria, sappiamo che questo è il nostro scopo. Quando i lettori cominciano a conoscerci, ad apprezzarci e a credere in noi, allora stiamo creando delle opportunità per vendere i nostri servizi o prodotti.
[Henneke]


Scrivere in tono discorsivo non significa scrivere come si parla, ma ripulire il testo fino a quando non sembrerà più un testo scritto: per ottenere questo effetto, sarà bene eliminare tutti gli elementi che appesantiscono la scrittura, rendendola impersonale e asettica. Facile a dirsi, ma come possiamo far diventare fluida e naturale la nostra scrittura? Henneke ci offre alcuni utili  e semplici suggerimenti a riguardo:


  • smettere di scrivere a chiunque
    se usiamo un tono confidenziale, i nostri lettori si sentiranno coinvolti personalmente e saranno più propensi a proseguire la lettura e a fidarsi di noi;


  • non scrivere per impressionare
    teniamo sempre a mente che scriviamo per coinvolgere e aiutare i nostri lettori a risolvere problemi: lasciamo quindi da parte sofisticati tecnicismi e indirizziamo la loro attenzione alla soluzione dei problemi, utilizzando il loro linguaggio;


  • rendere la conversazione bidirezionale
    mettiamo in luce i benefici per i nostri lettori, invece di scrivere considerando esclusivamente il nostro punto di vista: questo non significa che dobbiamo scomparire, ma semplicemente mettere in primo piano il lettore e non il nostro ego;


  • aggiungere una manciata di personalità
    mostriamoci umani e diamo spessore al nostro contenuto, esponendo non tanto le nostre competenze, quanto piuttosto i nostri errori, affinché i lettori possano farne tesoro; possiamo mostrare anche esempi che spieghino determinate situazioni o pratiche da seguire e raccontare i motivi che ci hanno portato a fare ciò che facciamo;


  • coinvolgere ponendo domande
    le domande portano a un maggior numero d’interazioni e aumentano la nostra autorevolezza e, di conseguenza, la nostra capacità persuasiva; le domande costringono chi legge  a fermarsi e riflettere: nel caso il lettore si trovi d’accordo con noi, diventeremo ai suoi occhi più autorevoli; 


  • scrivere frasi brevi
    le frasi lunghe e complesse creano un ostacolo alla lettura e allontanano il lettore dal testo: dobbiamo operare dei tagli in modo da rendere il nostro testo fluido e scorrevole, semplice e chiaro. Se intendiamo comunicare, occorre che lavoriamo per sottrazione, ripulendo il testo di tutto il superfluo;


  • non essere pedante
    se seguire le regole grammaticali permette, in genere, una più facile lettura, alle volte, possiamo decidere di infrangerle e adottare un tono più colloquiale e dinamico. Diamo un ritmo al nostro discorso e facciamo sì che il lettore ci segua, prendendolo per mano; 


  • abbracciare il proprio tono di voce
    a tutti sarà capitato di ricordare una conversazione avuta con un amico o un’amica: ecco, questo è l’effetto che vogliamo ottenere scrivendo. Ispiriamo i nostri lettori, facciamo sì che le nostre parole rimangano nella loro testa. Siamo amichevoli e i nostri lettori ci ameranno e si ricorderanno con piacere delle nostre parole. 




[la traduzione delle citazioni presenti è libera e mia]
[Photo credit: Wikipedia, Renoir, Bal au moulin de la Galette, 1876]