Memoria e processi cognitivi al tempo del web

di 

Emma

, 04-10-2016

Memoria e processi cognitivi al tempo del web


La rete sta mutando i nostri processi cognitivi

Non c’è niente da fare, se non cercare di capire e approfondire questa verità.
Il fatto che possiamo delegare una inaudita e immensa quantità di informazioni all’Internet sta drenando la nostra capacità mnemonica. Perché ricordare quando possiamo sfruttare lo spazio degli archivi digitali?
Ecco alcuni dei principali pericoli nascosti (neanche tanto) nella rete e connessi al suo utilizzo massiccio:

  • diminuzione della memoria 

  • pericolo per la privacy 

  • dipendenza dai mezzi tecnologici: eteronomia 


Durante la mia ricerca, mi capita sotto gli occhi questa affermazione di Massimo Gaggi, editorialista e inviato per il Corriere della Sera: 

La rivoluzione delle meraviglie digitali ha [...] cominciato a scavare una grossa voragine nella memoria dell’uomo. E non solo perché le nuove tecnologie cambiano i meccanismi dell’apprendimento e spingono verso percorsi di lettura più superficiali, continuamente interrotti dal ricorso ai link: coi nuovi supporti magnetici o elettronici, la conservazione delle informazioni per lunghi periodi di tempo si è rivelata un’impresa sorprendentemente ardua.


Un articolo a mio parere ancora attuale, nonostante i suoi sei interminabili anni. A mutare sono la memoria, l’apprendimento e la percezione stessa dello scorrere del tempo; un po’ come succede con gli spazi, che con gli attuali mezzi di trasporto diventano tutti più piccoli. A portata di (u)mano.
Perché quello che conta è che tutto sia a portata di mano e che sia sempre disponibile.

Ricordo a tal proposito – già, ci riesco ancora – una cosa imparata all’università e legata a questo cambiamento: stavo frequentando il corso in logica matematica, nel quale poi mi sarei laureata. Si poneva il problema della decidibilità di un problema. Che cos’è la decidibilità e perché è così importante?

decidìbile agg. [der. di decidere]. – 1. Che può essere deciso, cioè risolto, stabilito, determinato. 2. In logica matematica, determinabile per mezzo di un giudizio, di una decisione: in partic., una teoria formalizzata si dice decidibile se e solo se esiste un procedimento per accertare in un numero finito di passi se una qualsiasi formula è o no un teorema della teoria; un insieme I contenuto nell’insieme U si dice decidibile se e solo se esiste un procedimento per accertare in un numero finito di passi se un elemento qualsiasi di U appartiene o no ad I.

[Treccani]


Meglio che mi fermi qui, per evitare che anche il mio articolo diventi indecidibile :P
Cerco di chiarire la questione a grandi linee: in sostanza, un problema è decidibile se e solo se è risolvibile all’interno del sistema di riferimento considerato in un numero finito di passi.


È una questione di tempo e di risorse

Se mi trovo di fronte a un problema che, con i mezzi a mia disposizione, è decidibile in tremila anni, mi trovo di fronte a un problema che nella pratica è indecidibile. Per me. Ponendo che non vivrò tanto a lungo da poterne vedere la soluzione. 


Considerando anche solo l’ultimo decennio, il concetto di decidibile si è allargato notevolmente, vista la crescente rapidità nella circolazione di informazioni e dati. Possiamo decidere su un'infinità di cose, e anche relativamente in fretta. E noi, andiamo sempre di fretta. Ma a quale costo?

La conoscenza implica il progresso, il procedere, in una continua spinta in avanti in cui vincono efficienza, funzionalità e visione a breve termine.Vista la mole di informazioni e dati che ci investe quotidianamente, occorre che effettuiamo una scelta. Dobbiamo scegliere cosa riteniamo sia sacrificabile all’altare dell’oblio. La memoria non è un semplice archivio dati, ma ci richiede costantemente di scegliere cosa tenere e cosa lasciare.

Avere buona memoria non significa memorizzare qualsiasi stimolo in entrata, ma conservare concetti che riteniamo importanti. E di cui, forse, avremo bisogno in futuro. 



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