Il passaparola: quando la comunicazione influenza le decisioni d'acquisto

di 

Emma 

, 06-09-2016

Passaparola


Sovraccarico informativo, attenzione media costante, superficialità delle relazioni, tentativi costanti di colmare il vuoto grazie ai social media sono solo alcuni degli aspetti più eclatanti che il cambiamento epocale che stiamo vivendo ci offre. 

D'altra parte, la diffusione capillare del web nella vita quotidiana di miliardi di persone ha i suoi vantaggi: possiamo accedere a innumerevoli informazioni e dati in tempi brevissimi, acquistare quasi qualsiasi cosa con un click, spostare denaro, controllare il nostro conto, inviare e ricevere messaggi in tempo reale, solo per dirne alcuni. 

Tutto si fa più vicino e accessibile.

Tremendamente semplice, no? Tanto che i nativi digitali, anche i più giovani, vivono quella che per gli ibridi tecno-analogici e ancor più per i nativi analogici —per dirla con le categorie utilizzate da Rudy Bandiera per suddividere l'umanità— è una rivoluzione come una situazione del tutto normale. Chi è nato con un tablet o uno smartphone in mano, non può rendersi conto di come si viveva prima. E lo stesso concetto di “prima” si è dilatato (o ristretto, a seconda dei punti di vista) in maniera brutale, quasi imbarazzante. Ci troviamo di fronte ad un cambiamento sociale, economico, politicoe mentale di proporzioni mai viste

Tutto è mutato in modo straordinario e vertiginoso, profondo e complesso. In modo irreversibile. Siamo immersi in un mondo in costante e fluido cambiamento e siamo divisi ormai in tre grosse macro categorie (nativi analogici, ibridi tecno-analogici e nativi digitali appunto, N.d.R.)*

Tutto è vittima di obsolescenza precoce, a ricordare vagamente l'inquietante romanzo Ubik di P. K. Dick, nel quale il protagonista si ritrova a dover lottare contro il rapidissimo invecchiamento di ciò che gli sta intorno, che cade inesorabilmente a pezzi e si disfa sotto i suoi occhi in una inarrestabile regressione verso il passato. Questo deperimento si nota facilmente guardando ad esempio film di dieci anni fa, per non parlare delle pellicole anni Novanta, che ci mostrano una società che stentiamo a riconoscere. 

Il tempo è tutto. E sembra sempre meno.

In questo turbine di mutamenti e novità, ho però notato come il passaparola rimanga uno strumento fondamentale nel processo decisionale delle persone. Il passaparola influisce in maniera davvero potentissima sulle scelte che facciamo ogni giorno. Un esempio?

A fine agosto parlo con alcuni amici della mia volontà di acquistare un'agenda 16 mesi. Dico anche che ho dato una veloce occhiata in rete, ma preferisco vedere il mio potenziale acquisto dal vero, toccarlo e sentirne l'odore. 
Un'amica mi consiglia di andare in una libreria, sostenendo la sua affermazione con diversi esempi accattivanti.
Il giorno successivo, non potendo recarmi alla libreria, visito il sito.

La settimana dopo, mi reco finalmente al negozio. Cerco, osservo e valuto le diverse agende. Nessuna mi soddisfa appieno. Mentre sono lì, indecisa e lievemente contrariata, fa il suo ingresso nel negozio un amico, cui racconto della mia ricerca. Mi consiglia un altro posto, dicendomi che non è sicuro che là troverò quello che cerco, ma che i prezzi sono di molto inferiori alla libreria e che vale la pena di visitarlo se non l'ho ancora fatto perché vende un sacco di articoli divertenti che possono piacermi. (Il mio amico mi conosce piuttosto bene).

Esco dalla libreria ed entro nel luogo consigliatomi dal mio amico. Non trovo l'agenda che cercavo, ma acquisto altri articoli e chiedo alla giovane cassiera se per caso vendono agende. Lei mi risponde che sono in arrivo.
Risultato: sono uscita con due articoli e tornerò a vedere —e, probabilmente, ad acquistare— l'agenda. 

In tutto questo processo, quanto mi è stata utile la ricerca in rete? 
E quanto, invece, l'opinione dei miei amici? 

Mi pare che il passaparola costituisca un potentissimo strumento di marketing sia su web che nella vita reale.

* R. Bandiera, Rischi e opportunità del web 3.0 e delle tecnologie che lo compongonoFlaccovio Dario, 2014 

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