Comunicazione e progresso tecnologico

di 

Emma

, 07-04-2016

Comunicazione e progresso tecnologico


L’altra sera, mi è capitato di parlare con i miei genitori della veloce evoluzione che il linguaggio e la comunicazione stanno subendo in concomitanza con l’uso sempre più comune e pervasivo dei dispositivi tecnologici. Ho detto “in concomitanza” perché penso che tali mutamenti si influenzino reciprocamente e producano di continuo non soltanto nuove forme di comunicazione, ma anche nuovi mezzi atti a comunicare.

Questo confronto mi ha portato alla riflessione che ho deciso di condividere con te nell’articolo di oggi.


La comunicazione è sempre più immediata e veloce grazie ai numerosi servizi di messaggistica istantanea. Come sostiene anche il linguista John McWhorter, i messaggi testuali non sono da considerarsi propriamente linguaggio scritto, ma piuttosto una forma di linguaggio parlato, più approssimativo e libero da regole, più sintetico e impulsivo rispetto alla fissità della forma scritta, tanto da poter essere definiti
fingered speech

La scrittura tramite servizi quali ad esempio Whatsapp, Telegram, Skype, HangoutsFacebook Messenger, per dirne alcuni tra i più utilizzati, e l’interazione sulle piattaforme social assomigliano moltissimo a una conversazione e hanno ben poco in comune con la scrittura vera e propria, anche se io non riesco ancora ad abituarmici. Il differente utilizzo della punteggiatura, l’uso di emoticon, di abbreviazioni e acronimi e il tono informale sono alcuni degli aspetti della comunicazione che saltano all’occhio per la loro rapida evoluzione e diffusione capillare. 

Per fare qualche esempio, tempo fa ho scoperto che il punto è considerato un segno che denota aggressività se non addirittura disappunto o rabbia, laddove il punto esclamativo sta ad indicare l’onestà e la veridicità dell’affermazione fatta e i punti di sospensione coprono un vasto e personalissimo ventaglio di opzioni, che meritano un post dedicato. 

La confusione (forse solo mia) sta proprio nella differenza di utilizzo e nella mancanza di una regolamentazione a riguardo, cosa che provoca caos. Nel momento in cui ognuno scrive usando sì segni comuni, ma in maniera personale, la comunicazione diventa difficile, se non impossibile e gli equivoci si moltiplicano. Occorre, quindi, adattarsi ai cambiamenti se non si vuole scomparire inghiottiti dal flusso delle informazioni.


Ma quali sono le conseguenze di queste trasformazioni nella gestione della tua attività online?
 
Questo dipende da diversi fattori, quali:

- pubblico di riferimento
B2B o B2C?
- tono di voce
- canali social 

  • il messaggio cambierà a seconda che tu ti rivolga a uomini cinquantenni o a giovani donne. Più il linguaggio che usi si avvicinerà al tuo pubblico, maggiore sarà la risposta in termini di coinvolgimento e fiducia

  • la tua attività è nel B2B o nel B2C? A seconda che tu ti rivolga ad altre aziende o a utenti privati, il tono della comunicazione sarà più o meno formale

  • qual è il tono di voce con cui ti presenti al pubblico? Potrai modificare il tuo tono a seconda dell’ambiente in cui ti capiterà di usarlo, ricordandoti che sui social la comunicazione è più colloquiale rispetto al blog aziendale 

  • quali canali social utilizzi? Ricorda che su LinkedIn non sarà il caso che parli come su Facebook. Acronimi e abbreviazioni saranno necessarie su Twitter, ma altrove potrai usare il linguaggio esteso. Emoticon ed altre espressioni non sono da usare indiscriminatamente. Mai. 

    Come offline, anche online, dovrai usare il buon senso. 

Comprendere queste sfumature può aiutarti a capire meglio il tuo pubblico in modo che tu possa costruire con esso relazioni significative

Potrà inoltre aiutarti a migliorare le tue strategie e le tue pratiche sui social. 



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