ZBrush: la scultura 3D a portata di click

di 

Emma

, 08-09-2015

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Ho intervistato il nostro grafico, Nicola, che da un po’ di tempo a questa parte si è appassionato a ZBrush. Vediamo insieme le potenzialità di questo strumento, che viene descritto dagli stessi produttori come un programma di modellazione e painting rivoluzionario per l’industria 3D, grazie a caratteristiche distintive quali l’usabilità dei numerosi strumenti a disposizione, la semplicità con cui si possono gestire i flussi lavorativi e un’interfaccia elegante e interamente personalizzabile.  

- Che cos’è ZBrush? 

- ZBrush è un programma di scultura 3D, che si differenzia dai programmi di modellazione 3D, quali ad esempio Maya, 3dsMax o Cinema 4D, a livello concettuale: l’approccio di Zbrush all’utilizzo delle mesh risulta infatti molto più intuitivo e immediato per chi viene dal mondo dei software grafici 2D. Riprendiamo un momento la definizione di mesh che ci fornisce la cara Wikipedia: «una mesh poligonale, anche detta maglia poligonale, è una collezione di vertici, spigoli e facce che definiscono la forma di un oggetto poliedrico nella computer grafica 3D e nella modellazione solida. Le facce consistono solitamente di triangoli, quadrilateri o altri semplici poligoni convessi, dal momento che ciò semplifica il rendering, ma possono essere composti anche da poligoni concavi più generici, o poligoni con buchi. Le mesh sono primitive grafiche che consentono di risolvere con grande efficienza i procedimenti di visualizzazione delle forme modellate: sono strisce di triangoli o maglie di quadrilateri con cui rappresentiamo un poliedro qualsiasi o con cui approssimiamo superfici curve».  


- Rispetto agli altri programmi di modellazione e scultura 3D, in cosa si differenzia ZBrush?

- ZBrush inverte il processo creativo, svincolandolo da gabbie tecniche che potrebbero limitare la tua immaginazione: al contrario che in altri programmi, in ZBrush puoi disegnare quello che ti passa per la testa, “scolpendo” letteralmente la mesh del modello. Facciamo un esempio pratico: pensa di trovarti nel laboratorio di uno scultore, dove ogni strumento (chiamato “pennello” nel programma, da cui appunto “brush”) ti consente di aggiungere o sottrarre “creta virtuale” alla tua creazione, con parametri differenti e completamente modificabili a tuo piacimento. Questa inversione implica una maggior libertà d’azione, che permette al soggetto di svilupparsi aderendo all’idea che hai in mente. 

ZBrush è, da questo punto di vista, un software totalmente innovativo; infatti, viene utilizzato negli ambiti più disparati: dall’industria del cinema a quella dei videogiochi, dal modellismo statico alla creazione di gioielli, dalla grafica all’illustrazione medicale e tanto ancora.


- Come funziona ZBrush in termini di risorse utilizzate? 

- ZBrush è in grado di gestire, a parità di potenza, un maggior numero di poligoni rispetto agli altri programmi di modellazione 3D. Questo implica che, a parità di dettaglio, avrai un minor consumo di risorse del computer e otterrai al contempo un modello più leggero e di più facile gestione. Inoltre, con ZBrush, potrai scegliere come organizzare il tuo spazio di lavoro, modificando l’interfaccia del software a seconda delle tue esigenze: potrai personalizzarlo, inserendo nella posizione che preferisci i comandi che usi più frequentemente e velocizzare in tal modo il flusso di lavoro.


- Si può dire che ZBrush sia un programma semplice, per tutti?

- Lavorare con ZBrush richiede tantissima pratica ed esercizio costante - come ogni attività e passione - sia per quanto riguarda la modellazione organica che meccanica. Una volta acquisita una dimestichezza di base, ZBrush risulta di grande aiuto nella realizzazione di concept, perché è fluido, veloce, dinamico e ti permette di avvicinarti in modo abbastanza immediato alla tua idea di partenza, dandoti molte opportunità di sperimentare diverse soluzioni durante il processo creativo, senza contare l’impressionante mole di dettagli che puoi aggiungere al modello. 
Il bello è che, dopo un breve periodo di utilizzo, ti sembrerà di avere tutto a portata di mano. In definitiva, ZBrush non è né semplice né difficile, ma i risultati dipendono dall'impegno dedicato al suo studio… 
E questo vale per tutti i lavori e le passioni di questo mondo.


- Quindi, si può dire che l’arte digitale diventa arte liquida con ZBrush?

Più che di arte, preferirei parlare di “artigianato”; anche in questa dimensione, come ormai in ogni ambito che coinvolga l’attività umana, diventa fondamentale staccarsi dai metodi tradizionali, più complicati e dispendiosi in termini di consumo di risorse, come tempo, formazione e lavorazione vera e propria, per avvicinarsi a programmi che favoriscano la fluidità del percorso di creazione, riducendo sempre di più la frattura che separa l’idea dal suo compimento. 


[Photo credits: www.pixologic.com]