Gratitudine e produttività

di 

Emma

, 10-12-2015

Gratitudine e produttività


Dopo la lettura di alcuni post di James Clear su gratitudine, cambiamento, costanza e miglioramento personale, mi sono resa conto che la gratitudine è il terreno fertile del miglioramento, e, di conseguenza, di un aumento della produttività
Sì, è vero, siamo pericolosamente vicini al Natale per parlare di gratitudine, di buoni propositi e di volontà di cambiare. Ma trovo che possa rivelarsi utile fare un punto della situazione per darsi gli strumenti atti a diventare ciò che si desidera essere. I sogni sono belli e indispensabili per la nostra vita: trasformarli in obiettivi significa renderli reali.


Ecco la sola, più grande abilità necessaria in ogni impresa: fare il lavoro.


Cercare la strategia migliore, studiare una tattica efficace, soffermarsi su ogni dettaglio che possa fare una minima differenza, ricorda da vicino il freno più potente contro il cambiamento: la procrastinazione
A volte, ci ritroviamo ad aspettare di diventare più bravi, più costanti, più influenti, per affrontare la nostra personale sfida. Fino a quando non ci accorgiamo che la sfida si è consumata, non ha più senso, si è sfilacciata durante l’attesa, fino a scomparire.
Ciò che realmente distingue i professionisti dai dilettanti è la costanza.


Ciò che ti serve è prendere una decisione, stabilire un programma, e cominciare.


È bene scegliere pochi obiettivi per permettere alla nostra attenzione di focalizzarsi. Una volta scelto il nostro fine, qualsiasi ambito della vita riguardi, dobbiamo valutare cosa ci serve fare per raggiungerlo. E metterlo in atto. Anche quando è difficile, anche quando non ne abbiamo voglia, anche quando abbiamo altre mille cose da fare. Stabilire la propria priorità e seguire con costanza e fermezza il percorso verso di essa. Senza dimenticarci dell’importanza del cammino, prima ancora del risultato. Per avere successo, occorre innamorarsi di tutto ciò lo precede e lo rende possibile, tutti i passi necessari al suo raggiungimento.


La via per arrivare dove si desidera risiede in un atto d’amore nei confronti della routine che ci porterà lassù, al nostro sogno. 


Non sono la mancanza di passione e motivazione che ci fanno desistere; non si può essere sempre al massimo di energia e carica, ma è proprio qui che emerge la differenza tra un professionista e un dilettante. Mentre il dilettante si stanca della routine, è incostante e presto getterà la spugna, il professionista insiste e si dedica con attenzione e amore alla pratica quotidiana
Perché il professionista sa cos’è importante per lui, mentre il dilettante si lascia sospingere qui e là dagli eventi della vita, così come c’è chi subisce passivamente i social media e chi ne diviene un esperto, come sostiene Kubicek nel suo "5 Gears: How To Be Present And More Productive When There Is Nevere Enough Time".


Come la motivazione, anche l’ispirazione può senza dubbio trarre vantaggio da un lavoro di sottrazione. Spesso, è proprio dai limiti e dalle costrizioni che otteniamo la forza per creare qualcosa e, soprattutto, per non procrastinare: per questo, è bene stilare dei programmi, per sentirci vincolati a rispettarli senza ritardare. 


Le costrizioni non sono nemici. Tutti abbiamo delle costrizioni nelle nostre vite.
Le limitazioni determinano soltanto la dimensione della tela con cui puoi lavorare. Cosa dipingere, dipende da te.
 


Si tratta di spingersi oltre i propri limiti, o meglio, oltre quelli che noi percepiamo come nostri limiti. E superarli.



[Photo credit: Freepik]