Motivazione aziendale

di 

Emma

, 11-10-2015

motivazione aziendale


Oggi voglio condividere una riflessione nata e cresciuta durante la mia esperienza di collaborazione con Core41 Web Solutions. Accanto alla continua formazione e alle instancabili ricerche, una parte consistente e imprescindibile del nostro lavoro, sia esso lo sviluppo di siti, la grafica, la creazione di contenuti o la gestione di canali social, è riconducibile alla costruzione del rapporto con il cliente, che può essere impostata secondo questi punti:


  • primo approccio;

  • ascolto dei bisogni del potenziale cliente;

  • intervista per approfondire e delineare precisamente gli obiettivi;

  • accordo e consegna di un preventivo; 

  • individuazione di un referente all’interno del team;

  • creazione di una strategia su misura; 

  • discussione della suddetta strategia entro il team; 

  • presentazione della strategia al cliente;

  • continuo dialogo tra le parti.


Come ho già detto prima, questa è soltanto una rappresentazione schematica dell’inizio di un rapporto lavorativo, che può rivelarsi, sul piano reale, piuttosto lunga e laboriosa, perché deve mettere d’accordo le esigenze del cliente e le diverse professionalità presenti in agenzia, non solo sul preventivo, ma soprattutto sul modus operandi dei profili richiesti e sui risultati che si intendono ottenere. 

Invece di parlare dei problemi legati all’avvio di questa relazione, vorrei porre l’attenzione sulle soddisfazioni che se ne possono trarre e sulla carica motivazionale da esse derivante. Parlerò in astratto per non coinvolgere direttamente i nostri clienti, e, soprattutto, perché il mio vuole essere un discorso emblematico, adattabile a diverse realtà. Il potenziale cliente contatta l’agenzia: il word of mouth rimane al primo posto nell’acquisizione di contatti. Spesso, sono proprio i clienti soddisfatti che sostengono, con un’autonoma (e gratuita) promozione del brand, l’azienda a cui si sono affidati. 


Avviene un primo incontro, nel quale ci si presenta e si ascoltano le richieste del cliente in potenza. A questo primo approccio, può seguire un’intervista per chiarire i bisogni di chi richiede il nostro servizio, per verificarne la fattibilità e le tempistiche, e delineare un quadro generale da cui partire. Poi, arriva il momento della proposta, frutto di un’analisi della situazione attuale, di eventuali competitor e di tematiche correlate all’ambiente in questione. Se il cliente e l’agenzia s’incontrano su questo delicato punto, allora si inizia a collaborare. Sì, perché di questo si tratta: l’agenzia deve offrire al cliente non solo profili professionali funzionali alle sue istanze, ma, sopra ogni cosa, soluzioni ai problemi da lui presentati. 


Constatare che un cliente è talmente contento del lavoro svolto che decide in piena autonomia di promuoverela tua azienda, rappresenta una soddisfazione impagabile, dà di fatto una sferzata di autostima al team, che in tal modo si sente sempre più motivato a migliorare, laddove presenti dei punti deboli. E punti deboli nel mondo del lavoro su web ci sono sempre, perché la rete è fluida e in costante evoluzione e noi dobbiamo restare al passo. Le parole buone spese dai clienti per ringraziare ed elogiare il team e dare valore ai risultati ottenuti, sono di grande stimolo e alimentano la passione per il proprio lavoro. 

Esiste anche questo lato del rapporto con i clienti, e, secondo me, è doveroso metterlo in risalto. Può essere d’aiuto nei momenti bui e ci ricorda che siamo persone.




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