Come sconfiggere le paure e raggiungere i tuoi obiettivi in 5 punti

di 

Emma

, 12-10-2016

Raggiungi i tuoi obiettivi in 5 punti


Oggi, mi sono svegliata con una sensazione fastidiosa, un po’ come la fibra del sedano tra i denti dopo che te li sei spazzolati con cura. L’ho ascoltato attentamente e ho scritto questo post.

Ho da poco iniziato un corso di nuoto per adulti, livello principiante-intermedio. Erano anni che desideravo farlo, ma, per una scusa o per l’altra – non mi va di mettermi in costume, la piscina è un luogo antigienico (con tutto quel cloro, non so come), mi vergogno di non saper nuotare – ho sempre rimandato. Poi, è successo qualcosa, tante cose in verità e, per lo più, molto stimolanti, che mi hanno fatto vivere settembre come l’inizio di un nuovo anno. E ottobre, come il suo secondo mese. Presa dalla foga di questo turbine di novità, ho pensato che fosse arrivato il momento di accantonare il faldone di scuse che mi impedivano di iscrivermi e, dopo un paio di email in cui chiedevo informazioni varie ed eventuali, mi sono presentata alla segreteria e, finalmente, mi sono iscritta.

È stato come quando vuoi dire una cosa che ti imbarazza (“mi sono innamorata di te”, “non ne posso più delle tue lamentele”, “sei bellissimo”; ora, continua tu!), aspetti, stai in apnea, e poi la cosa esce velocissima dalla tua bocca, quasi senza controllo da parte tua. E tu la senti uscire irreparabilmente. E il petto si fa leggero come un palloncino a elio. Ora puoi respirare. 

La segretaria, dopo avermi gentilmente fornito le spiegazioni richieste, mi ha detto perentoria: 
«Bene, ti ho messo intermedia, c’è posto la mattina, come hai chiesto. Ti posso mettere in acqua anche il 4». Deglutisco, è il primo di ottobre. La guardo con gli occhi sbarrati, dietro di me c’è gente che aspetta, non posso temporeggiare.
«Ma sì, ci sto. Ci vediamo il 4, grazie!».
Chiedo altre due cose, ringrazio, saluto la risoluta segretaria ed esco gonfia di soddisfazione ed elio.

Vado a tre lezioni, sempre molto emozionata. La terza mi lascia insoddisfatta e, uscendo dall’impianto, mi scopro arrabbiata. Non con l’insegnante o i compagni, no. Con me stessa. Perché non so nuotare come vorrei. La frustrazione cresce insieme alla sensazione di essere ridicola.
Sì, mi sento ridicola a pretendere di saper già fare alla perfezione ciò per cui mi sono iscritta.
“Perché mi sono iscritta se ho la pretesa di imparare a nuotare in tre ore di lezione? È chiaro che non posso essere un delfino dopo soltanto tre lezioni”, mi dico. E mi scappa da ridere. Poi, faccio una breve analisi delle mie prestazioni e sorrido, notando piccoli miglioramenti.

Ripensando alla mia vicenda, ho individuato cinque punti che possono esserci utili per sconfiggere le paure e la frustrazione che bloccano il cambiamento e il miglioramento:

  • silenzio

  • impegno

  • costanza

  • pazienza

  • fiducia


SILENZIO

Il silenzio interiore (e anche esteriore) è necessario se vogliamo migliorarci e raggiungere i nostri obiettivi. Il continuo chiacchiericcio interno, severo e giudicante, non ci aiuta affatto, anche se può sembrare uno sprone. Si tratta, al contrario, di un malefico e alquanto inefficace pungolo che ci infastidisce e ci blocca, convincendoci di limiti che, spesso, sono superabili, quando non proprio inventati dalle nostre paure. Le cosiddette “convinzioni limitanti”, ostacoli che noi stessi poniamo alle nostre potenzialità, il più delle volte talmente radicate in noi da sembrarci reali. Ma l’unica realtà è che dobbiamo uscire dalla nostra pigrizia e metterci d’impegno in quello che desideriamo ottenere.

IMPEGNO

L’impegno è la nostra forza interiore, che possiamo sfruttare per schiacciare la malvagia vocina interiore. Non combattendola, ma assecondandola fino alle estreme conseguenze. Fino a renderla risibile. Se portiamo al parossismo le nostre insicurezze, esse si trasformeranno in una barzelletta di cui ridere. Usiamo i paletti che ci bloccano come opportunità da cui partire. Come ho fatto rispondendo alla segretaria: avrei potuto dire “Grazie, ma ci devo pensare” e, invece, proprio per la mia tendenza a procrastinare, ho deciso di rispondere immediatamente seguendo il mio istinto. E ho detto “Sì”.

COSTANZA

Ok, bello tutto questo processo interiore, ma per realizzare i nostri progetti, dobbiamo inserire tra gli ingredienti per il successo anche una consistente dose di costanza. Se avessi detto di sì alla proposta e poi non mi fossi presentata alle lezioni, allora tutto il lavoro fatto dentro di me non sarebbe servito a nulla. Decido e poi metto in atto. Agire, nonostante le resistenze e anche quando non ne abbiamo voglia, è il terzo passo per arrivare alla nostra meta.

PAZIENZA

La pazienza è un altro dei fattori che ci aiutano moltissimo nel nostro percorso, perché di questo si tratta. Di un percorso, che ha un inizio nel desiderio, una fine nel raggiungimento del nostro obiettivo, ma che richiede uno svolgimento nel tempo. Un cammino, necessario per arrivare dal punto di inizio al nostro bersaglio. Occorre essere umili, ascoltare ed eseguire le istruzioni che ci vengono fornite da chi ne sa più di noi. Nel caso della piscina, l’insegnante di nuoto.

FIDUCIA

E a questo punto, entra in gioco un elemento fondamentale per costruire una relazione duratura e proficua. La fiducia rappresenta la base del nostro rapporto con noi stessi e con gli altri. Se non mi fido di quello che mi dice l’altro, allora il gioco è finito. Prendiamo ancora una volta il caso della piscina: se non credo a quello che mi dice e mi fa fare l’insegnante, non progredirò nella mia abilità di nuotatrice. Questo della fiducia è un argomento piuttosto delicato, soprattutto per gli adulti, già corredati di esperienze, opinioni e, spesso, di preconcetti e pregiudizi. Il nostro bagaglio è un’arma a doppio taglio, perché, se da una parte ci aiuta nelle scelte quotidiane, dall’altra può renderci difficoltoso qualsiasi atto di fiducia nell’altro. Dobbiamo lasciar andare il nostro modo di vedere il mondo e ascoltare. Mettiamoci in costume, lasciamo la borsa in spogliatoio e immergiamoci.


Credo che questo discorso si possa applicare a qualsiasi ambito della nostra vita e che i cinque elementi che ho individuato possano seriamente modificare le nostre “convinzioni limitanti”, aiutandoci nel raggiungimento dei nostri obiettivi. Vale nella vita come nel lavoro.
Del resto, siamo noi che tendiamo a separare le cose, ma la nostra vita, interiore, sociale e lavorativa, è una.


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