4 abilità che ho riscoperto traslocando

di 

Emma

, 12-12-2016

Trasloco: un’occasione per crescere


Abbiamo trovato la casa dei sogni.
Ok, è arrivato il momento di traslocare!

L’incarnato assume un colorito spento, quasi ceruleo. Gli occhi si spalancano in un abisso di terrore, la bocca si fa deserto. Paralizzati, ci immaginiamo già sommersi da scatole, sporte, cartoni, scotch, nastro da pacchi e milioni di oggetti, oggettini e altre amenità che solo il trasloco ha il potere di riesumare. Polvere, sudore, colpi della strega e smarrimenti sono in agguato.
Ma no! Non è andata così. Anzi.

IL TRASLOCO SECONDO ME

Nel momento in cui scrivo, lo devo ammettere, ho la schiena bloccata. Ma questa è un’altra storia e influisce solo relativamente sulla portata dell’evento di cui voglio parlarti oggi: il trasloco. Non voglio dire che questo magnifico spostamento, non solo di oggetti, ma anche e soprattutto di significati e punti di vista, non abbia creato in me un profondo turbamento.

Tutt’altro! Ma è stato anche una grande occasione per staccare, fare un bilancio di fine anno, rivedere le mie strategie e accrescere capacità che erano ancora sopite.

STACCARE

La routine costituisce un elemento fondamentale per gestire in maniera più semplice e rassicurante la quotidianità. Costruirne una efficace che si plasmi sulle nostre esigenze non è per nulla semplice e richiede a volte un grande sforzo, ampiamente ripagato dalla soddisfazione di riuscire a fare molte più cose – e, spesso, molto meglio – che per noi sono importanti.

Ma dobbiamo anche considerare l’importanza di deviare, di sperimentare continuamente e anche di sbagliare. Perché? Per crescere e migliorare. Di frequente, infatti, corriamo il rischio di rimanere impigliati ai nostri schemi, perdendo così di flessibilità e resilienza.

Questo cambiamento radicale e improvviso ha avuto l’effetto collaterale di allontanarmi momentaneamente da quelle che considero le mie priorità: il lavoro, la scrittura e il disegno. Non ho abbandonato queste attività, ma ne ho ridotto significativamente il peso per portare a termine il trasloco nel minor tempo possibile.

Svuotare la casa vecchia e ripristinare una sorta di ordine che mi permettesse di vivere nella nuova: ecco la mia inaspettata priorità a tempo determinato, che mi ha regalato momenti di riflessione e una ventata di novità, ottima linfa per riprendere le mie attività con maggiore entusiasmo.

VALUTARE

Ecco un altro aspetto con cui mi sono confrontata a muso duro. Per ritornare sul concetto di priorità, grazie al trasloco ho dovuto cambiare prospettiva per raggiungere in breve il mio traguardo e ristabilire una situazione di quiete. La fase di decluttering è stata più semplice del previsto: mi sono liberata di una marea di cose, alcune delle quali dimenticate da anni.

Quando poi mi sono ritrovata nella nuova casa, con altri mobili e una nuova disposizione, mi sono sentita persa. Volevo riordinare il più rapidamente possibile, ma non avevo fatto i conti con tutte queste novità. Tra inventario e riordino, ho speso molto tempo, cambiando più volte idea sulla collocazione degli oggetti. Durante questa attività, mi sono resa conto di essermi imposta priorità funzionali al veloce ripristino di un equilibrio. Tra millemila cose da ordinare, è un attimo perdersi. E trovarsi a fine giornata ancora in alto mare. Ecco allora che la pianificazione precisa del da farsi può venirci in aiuto.

RIVEDERE

Collegata ai precedenti aspetti del trasloco, anche la revisione ha un’importanza centrale nel nostro modo di rapportarci al mondo. Siamo ormai a fine anno: perché non approfittarne per fare un bilancio di quello che abbiamo fatto, o non fatto, degli obiettivi raggiunti e di quelli abbandonati?

Non per bastonarci e sentirci falliti se non siamo arrivati dove volevamo (perché tutti, chi più efficacemente chi meno, ci poniamo degli obiettivi, vero?), ma per analizzare obiettivamente la situazione e apportare le modifiche necessarie a migliorarla, nel caso ce ne sia bisogno.

MIGLIORARE

E finalmente, arrivo al punto: il trasloco può trasformarsi da scenario apocalittico a occasione per migliorare uno o più aspetti della propria vita, con ripercussioni sui più disparati elementi che compongono la nostra identità.
L’ho provato sulla mia pelle: ho migliorato le mie capacità organizzative, sono diventata più adattabile a situazioni che sono fuori dal mio controllo, le relazioni con gli altri sono diventate più fluide e ho imparato a gestire situazioni critiche con maggiore serenità, evitando il conflitto senza rinunciare a presentare la mia posizione.

In più, ed è stata una magnifica sorpresa, ho compreso a livello viscerale quanto ami il mio lavoro e quanto siano importanti le mie passioni – la scrittura e il disegno.
Come faccio a dirlo? Perché ho provato nostalgia delle mie ore seduta alla scrivania lavorando, cercando informazioni, studiando e scrivendo. Perché mi è mancato stendermi sul divano a leggere, o mettermi alla scrivania circondata dai miei strumenti e disegnare. Anche se ero stanca, ho approfittato di alcuni momenti per prendermi il mio tempo e fare quello che amo. Meno di quanto avrei voluto, ma l’ho fatto.

Ti ho raccontato come mi sono sentita nell’affrontare un evento considerato piuttosto traumatico perché credo sia utile riflettere sulla nostra esistenza per viverla meglio e imparare a dare il giusto peso alle cose e alle parole.
E perché credo nella potenza della condivisione. 


[Immagine creata da me con l’aiuto di Canva e un cartone prestato da Freepik]