Storytelling: la storia della tua azienda

di 

Emma

, 15-06-2016

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Una storia è costituita da una sequenza ordinata di eventi, che ne costituisce la trama, senza la quale non si va da nessuna parte. Elementi fondanti della struttura sono un inizio, uno svolgimento e una fine. Altro elemento irrinunciabile sono i personaggi: il protagonista, l’antagonista, l’aiutante —o amico— del protagonista. 

La vicenda si sviluppa in genere da una rottura, la rottura di un equilibrio, di un incantesimo, di un ordine precostituito, che il protagonista si trova a infrangere per ottenere un premio, ad esempio liberare la principessa, diventare coraggioso o sconfiggere il male. 

Fin dall’antichità, questi sono gli elementi essenziali per costruire una storia che crei immedesimazione e, con essa, coinvolgimento. Ma perché sto parlando di storie?
Perché le persone amano le storie. Tutti amiamo il dramma, l’azione, il susseguirsi di alti e bassi che ci conduce verso la fine, la soluzione della vicenda narrata.
Ecco perché lo storytelling, l’arte di raccontare storie, è un potente strumento di marketing.

Elementi base di qualsiasi narrazione sono: 

  • trama: il messaggio, definito dalla famose “5w”(who-chi, what-cosa, when-quando, where-dove, why-perché) prese in prestito dal giornalismo, che vedremo più avanti

  • suspense: “l’attesa del piacere è essa stessa il piacere”, citando Lessing, anche se il riferimento che viene subito in mente richiama un famoso aperitivo ;) 

  • ritmo: il contrasto e gli alti e bassi danno un ritmo alla storia e impediscono al lettore di annoiarsi.


I tratti che caratterizzano la struttura di un racconto fanno riferimento allo schema generale di una fiaba, sistematizzati da Propp, famoso linguista e antropologo russo morto nel 1970:

- equilibrio iniziale (esordio)

- rottura dell'equilibrio iniziale (movente o complicazione)

- peripezie dell'eroe

- ristabilimento dell'equilibrio (conclusione)


In questa società in piena, costante e velocissima evoluzione, per distinguerci non dobbiamo imporci, non funziona più e può, anzi, andare ampiamente a nostro sfavore; dobbiamo, invece, porci in ascolto, non mi stancherò mai di dirlo e di scriverlo. Solo dall’ascolto potremo capire realmente cosa dire, come dirlo, a chi rivolgerci, che tono usare e in quale momento sia più opportuno farlo.

Dobbiamo inserire il nostro messaggio nella sovrabbondanza di stimoli che incontriamo ogni giorno. E poi? 

Aspettiamo che qualcuno raccolga la bottiglia e ne legga il contenuto?
O facciamo in modo che il nostro messaggio arrivi con il minimo sforzo al pubblico che intendiamo coinvolgere?
E questo pubblico, lo leggerà fino in fondo, o lo abbandonerà tra le onde dopo poche righe?

Il marketing si sta trasformando rapidamente per riavvicinarsi al consumatore. In una forma diversa e volta alla reciprocità piuttosto che all’imposizione unilaterale.
Se vogliamo aumentare la nostra clientela e tenerci stretta quella che abbiamo già conquistato, occorre che la aiutiamo a prendere una decisione: scegliere noi


Per fare ciò in maniera efficace, dobbiamo avere ben chiare le risposte alle famose cinque domande (5w) cui ho accennato prima:

  1. CHI

  2. COSA 

  3. QUANDO 

  4. DOVE 

  5. PERCHÉ

A questo, aggiungeremo anche il COME (6), che ci aiuterà a definire lo stile della nostra narrazione. 

  1. Chi siamo? Definiamo onestamente l'identità della nostra azienda

  2. Cosa vogliamo dire? Qual è il nostro messaggio? 

  3. Da quanto tempo operiamo? Quando è nata la nostra azienda? 

  4. Dove operiamo? Su quale mercato? 

  5. Cosa ci muove? Quale problema risolviamo? 

  6. Come agisce la nostra azienda? Come facciamo quello che facciamo? 


Credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo.

[Gianni Rodari]


[Photo credit: Freepik]