Viaggio Interstellar(e)

di 

Emma

, 18-09-2015

Interstellar



Film del 2014 firmato da Christopher Nolan, Interstellar tratta il tema del wormhole, una «"scorciatoia" da un punto dell’universo a un altro», secondo la definizione data da Wikipedia, e le sue implicazioni sulla nostra concezione dello spazio e soprattutto del tempo. Il fulcro della vicenda è, a mio parere, l’antica, viscerale curiosità umana, da cui origina il progresso, che porta a una graduale asfissia del pianeta che ci ospita, sempre più desolato e disagevole. Riprendendo le parole del critico cinematografico e autore presso Wired, Gabriele Niola«Interstellar […] parte da un assunto che dimostra come siamo definitivamente fuori da quell’era tecnofobica della fantascienza in cui le macchine sono il nemico, in cui le distopie future hanno a che vedere con una ribellione, con il nostro eccessivo affidarci alla tecnologia o con un mondo in cui la ricerca scientifica ci ha privato del sentimento. Il nuovo film di Christopher Nolan sancisce a suon di milioni di dollari spesi quello che si stava già intuendo da tempo (almeno da Wall-e), cioè che tra gli incubi che temiamo si materializzino nel nostro futuro la tecnologia non c'entra più nulla, quella semmai ci aiuterà.» In risposta al progressivo decadimento della Terra, l'uomo risponde utilizzando proprio la scienza e la tecnologia al fine di salvare i propri simili.

Il ritorno forzato ad uno stadio antecedente di civilizzazione, dove la storia viene mistificata a favore della conservazione di un improbabile stato di cose, il cui scopo ultimo è la sopravvivenza della specie, deve far posto alla dirompente urgenza di conoscere e di espandere i propri confini: come ha scritto Stanislaw Lem in Solaris, «non vogliamo conquistare il cosmo, vogliamo semplicemente estendere i limiti della Terra fino alle frontiere del cosmo», in una perenne insoddisfazione, una sete inestinguibile che diviene il motore stesso del cambiamento: sempre citando Lem, «non abbiamo bisogno di altri mondi. Abbiamo bisogno di specchi. Non sappiamo che farcene di altri mondi. Un solo mondo, il nostro, ci basta, ma non sappiamo accettarlo per ciò che è».


«Quando diventi genitore, sei il fantasma del futuro dei tuoi figli», sussurra il protagonista del film Interstellar, Cooper, all'orecchio della figlia Murph, prima di partire alla ricerca di un pianeta che possa diventare la nuova casa del genere umano, oramai ridotto a vivere in una Terra inabitabile, preda della "piaga", che uccide quasi tutte le coltivazioni, e di continue, incessanti tempeste di sabbia. 

Ed è proprio un fantasma che guida i passi di Murph verso il futuro non soltanto suo, ma dell'umanità intera.
A fronte di un destino segnato, tema cui si fa riferimento durante un colloquio tra Cooper, padre di due figli e agricoltore per necessità, e gli insegnanti, che hanno il compito di stabilire la futura professione, e quindi, in un certo modo, la sorte dei giovani in base ai loro voti, si erge una coraggiosa caparbietà, che permetterà la riconciliazione di padre e figlia e, in parallelo, la possibilità di un avvenire per la nostra specie, in una continua comunicazione tra diverse dimensioni, interiori e fisiche allo stesso tempo.

Grazie alla decodifica di ripetute anomalie gravitazionali, viste dalla bambina come la manifestazione di un fantasma, Murph e il padre scoprono una stazione segreta della NASA: qui, Cooper si trova a dover compiere una scelta irrevocabile, andare in esplorazione a cercare un pianeta da colonizzare o restare sulla Terra, aspettando l'estinzione del genere umano. Anche dinanzi alla rabbia della figlia per l'abbandono, Cooper sente la necessità di andare verso l'ignoto, proprio per dare a lei e al fratello una possibilità di salvezza

Da questo presupposto si sviluppa la storia, in un progredire di avvenimenti paradossali fino allo spettacolare viaggio attraverso il wormhole, una lunga scena di rara bellezza e suggestione, amplificata dalla musica di Hans Zimmer, che riesce a sintetizzare il sentimento di malinconica determinazione che permea tutto il film.
Al dolore del distacco, accompagnato dall'introduzione di due differenti piani temporali (Cooper regala un orologio a Murph come garanzia del suo ritorno, dicendole «quando sarò tornato, magari avremo la stessa età, io e te, riesci a immaginarlo?»), si contrappone -o sovrappone- la riunificazione del tempo nel tesseratto, in un singolare gioco di inversione di ruoli dove si mescolano il prima e il dopo, la causa e la conseguenza, la scienza e la fede, la vecchiaia e la giovinezza, il genitore e la figlia, e dove l'amore assurge a legge fisica che può influenzare gli eventi.