L’errore è una porta. E tu, dove vuoi andare?

di 

Emma

, 21-11-2016

Errore


Sbagliando s’impara”, si diceva un tempo. Eppure, nella maggioranza dei casi, siamo stati educati ad evitare a tutti i costi l’errore, che troppo spesso è considerato una vergogna, una macchia da cancellare con tutte le nostre forze. 
Uno strappo cui porre al più presto rimedio. 


Ma, se cambiamo punto di vista per un momento, se smettiamo di fare i giudici e prestiamo semplicemente attenzione, possiamo comprendere e, perché no, sfruttare gli errori a nostro favore.


Come? Ora te lo spiego.
Prima però, voglio condividere con te una frase della mia insegnante di disegno:

l’errore è il nostro insegnante, è il nostro amico.


L’errore?
Uno scossone per uscire dalla comfort zone

Sbagliare ti costringe ad uscire dalla tua accogliente (o meno) zona di comfort.
Questo sonoro calcio nel posteriore può sì catapultarti nello sconforto, ma, se osservato con distacco, può trasformarsi in un’occasione preziosa per crescere, per evolverti.

Perché lo diventi, devi però evitare le trappole della negazione, del giudizio fine a sé stesso e della punizione.

A forza di prendere dei calci nel sedere, ti sarà venuto il callo! Tanto meglio, così eviterai di sentire sempre male: sbagliare ti rende più forte proprio laddove sbagli. Il che non significa che devi insistere ciecamente nel tuo intento come una mosca contro una finestra chiusa. In questo caso, un po’ di sana flessibilità può venirti in aiuto.

L’errore? Un maestro di umiltà

Se ti abitui al successo, cercherai sempre il successo. A tutti i costi.
In una situazione del genere, è meglio fermarsi e fare un punto per capire il perché: forse ti sei arroccato su uno scoglio troppo sicuro e non vuoi più muoverti? Non è che per caso hai smesso di cercare la sfida, inebriato come sei da ciò che hai raggiunto?
Sbagliare ti riporta alla realtà e ti mostra le cose da un’altra prospettiva.

L’errore? La miccia dell’intuizione

Cambiare prospettiva ti permette di vedere le stesse situazioni da un altro punto di vista.
Quello che prima era un problema, potrebbe, da questa nuova visuale, diventare la soluzione, o parte di essa. Cose che ti sembravano fondamentali per raggiungere il tuo obiettivo, potrebbero rivelarsi superflue o addirittura dannose. E viceversa.

Questo vale ad esempio per i ruoli all’interno di un’azienda. Domandati, come saggiamente suggerisce Testa, cosa sei bravo a fare. Ti assicuro che rimarrai stupito dalle risposte (perché sì, voglio pensare che saranno più di una).


L’errore? Il tuo preparatore atletico

Oggi più che mai, le cose cambiano a una velocità impressionante. L’errore ti mantiene vigile e ti costringe ad essere sempre aggiornato. La vita lavorativa di qualsiasi libero professionista è costellata di sfide. L’ignoto è sempre dietro l’angolo: che sia una novità nel mercato di riferimento o che si tratti di un nuovo cliente, il libero professionista si trova spesso nella condizione di dover affrontare una situazione sconosciuta. Cosa fare? Rimboccarsi le maniche, studiare, confrontarsi e ascoltare, perché, come sosteneva già Ford, “l’errore ci dona semplicemente l’opportunità di iniziare a diventare più intelligenti”.

A scuola impariamo che gli errori sono cattivi, e siamo puniti se li facciamo.
Eppure, se si guarda al modo in cui gli esseri umani sono progettati per imparare, impariamo solo da errori.
Impariamo a camminare cadendo.
Se non siamo mai caduti a faccia in giù, non saremo mai in piedi.

[Robert T. Kiyosaki]




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